O Chiesa di Gesù Cristo, mia madre!


Io voglio essere tuo, quell'agnellino saltellante, che nel campo della Chiesa si allieta festoso e poi corre a nutrirsi presso il seno della mamma, in cui sgorgano rivi di latte: il frutto della Grazia, che il Signore porge sempre, e sino alla fine, al suo Pontefice.

Per non sbagliare si guardi sempre al Papa, che è la stella polare.

O Pontefice Sommo della città di Roma, io ti venero Vicario di Dio e salvatore della terra con Dio!

O Roma, rifugio dei tribolati! O Roma, salvezza universale! Oh se tutti ti riconoscessero, come ti amerebbero di cuore!  ...la nostra Roma, la Roma del nostro cuore, alla quale si pensa e si sospira come al Cielo!


                                                                                                           Da scritti vari del beato Luigi Guanella

In quest’Anno Paolino, facendo nostre le parole dell'Apostolo: "guai a me se non predicassi il Vangelo" (1 Cor 9,16), auspico di cuore che in ogni comunità si avverta con più salda convinzione quest’anelito di Paolo come vocazione al servizio del Vangelo per il mondo. Ricordavo all’inizio dei lavori sinodali l’appello di Gesù: "la messe è molta" (Mt 9,37), appello a cui non dobbiamo mai stancarci di rispondere malgrado le difficoltà che possiamo incontrare. Tanta gente è alla ricerca, talora persino senza rendersene conto, dell’incontro con Cristo e col suo Vangelo; tanti hanno bisogno di ritrovare in Lui il senso della loro vita. Dare chiara e condivisa testimonianza di una vita secondo la Parola di Dio, attestata da Gesù, diventa pertanto indispensabile criterio di verifica della missione della Chiesa.